Post Scriptum di Stefano Rosini

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Considerazioni personali : Uno che è stato un bravo giocatore, un fuoriclasse, può essere uno scarso allenatore ? …e uno scarso giocatore può essere un bravo allenatore?
Come in tutte le cose saper istruire non vuol dire essere i primi della categoria, serve avere quel qualcosa di più... serve avere la qualità di trasmettere la propria conoscenza.
In pratica, inutile scegliere uno che è stato un giocatore top dei top se questo non ha capacità di fare l'istruttore.
Inoltre non è certamente detto che un bravo allenatore sia bravo a praticare quello che insegna, ma che invece insegni con dedizione e avendo le qualità giuste per giudicare ed eventualmente correggere l'allievo pur senza sapersi correggere a sua volta.
Certamente è una questione spinosa e controversa, quella che un buon allenatore debba o non debba essere stato necessariamente un atleta agonista.
1°) Distinguerei tra "tecnico" ed "allenatore".
Definirei tecnico colui che insegna, controlla e corregge la biomeccanica del gesto atletico.
Definirei allenatore colui che, conoscendo a fondo i sistemi tecnico-tattici applica metodiche di lavoro che tendono ad elevare il livello tattico e tecnico del giocatore all’interno del gruppo squadra.
2°) Personalmente ritengo che non sia assolutamente necessario che un grande "allenatore" debba essere stato un atleta agonista, basta che sia perfettamente preparato in teoria dell'allenamento ed in fisiologia sportiva. Deve, inoltre essere un bravo comunicatore.
3°) Un discorso a parte lo farei per il "tecnico". Qui forse il fatto di essere stato un buon giocatore, avendo provato le sensazioni e le emozioni relative alle varie fasi del gioco e della partita, potrebbe avere dei vantaggi nel trasmettere le giuste sensazioni ai giocatori. Però penso che anche in questo campo alcune persone dotate di particolare senso di osservazione e sensibilità, potrebbero , grazie alla conoscenza e all’esperienza, arrivare ad ottimi livelli.
Vorrei inserire un'osservazione (convinzione) del tutto personale. Credo che in alcuni momenti della storia di uno sport, le innovazioni tecniche più consistenti possono addirittura arrivare più facilmente da personaggi che non hanno avuto granché a che fare con quello sport, in quanto penso che spesso, persone le quali abbiano compiuto quel gesto per una vita sempre allo stesso modo, che a loro volta è stato insegnato da tecnici che a loro volta lo hanno eseguito per decine di anni ed insegnato in quel modo per altrettanti, si creino una refrattarietà ad innovare proprio per forma mentale.
Comunque sono convinto che quello che conta veramente siano la passione e la dedizione, oltre ovviamente al fatto che gli allenatori non abbiano preconcetti.
Per concludere,posto che ci sono eccezioni ma di solito un grande giocatore non diventerà mai un grande allenatore anche perché, avendo dalla sua un talento naturale, non ha bisogno di spremersi più di tanto per capire ,perchè quello che fa va benissimo. Non gli serve, lo fa bene e basta, senza bisogno di pensare.

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