ALBINIA, DOPO LA SCONFITTA DI DOMENICA CON IL LANCIOTTO, FONDAMENTALI SARANNO I PROSSIMI 180 MINUTI

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Dopo la sconfitta interna di domenica con il Lanciotto , che ha lasciato i maremmani a quota 16 in classifica insieme a Rignanese , Chiusi, un punto più su del Calenzano fanalino di coda e a cinque punti dalla Sinalunghese che rappresenta attualmente la demarcazione tra la zona playout e salvezza, per l'Albinia saranno fondamentali le prossime due gare. Due scontri diretti contro Rignanese e Sinalunghese partite chiave di un campionato che sino ad ora non ha dato grosse soddisfazioni ai rossoblù in cui se i maremmani saranno capaci di fare punti accorciare il gap in classifica rispetto alla quota salvezza che ora dista cinque punti, potranno pensare a salvarsi direttamente senza passare dai playout , diversamente in casa albiniese si dovrà concentrarsi e preparare agli spareggi nel modo migliore. Va detto che questa per i rossoblù pare una stagione stregata, verrebbe da dire segnata, però nel calcio basta un non nulla per cambiare i destini di un campionato, e l'Albinia ha ancora e per fortuna la possibilità di giocarselo questo torneo. Nonostante una classifica deficitaria , i maremmani visti in campo contro il Lanciotto seconda forza del torneo, non hanno demeritato. Hanno giocato alla pari con i fiorentini, forse anche meglio, creato occasioni da gol, messo al palo un avversario che ha praticamente sfruttato l'unica occasione vera della gara. E allora verrebbe da chiedersi cosa c'è che non va, che non fa spiccare il volo a questa squadra? Difficile rispondere a questa domanda , è evidente che quando le cose non vanno è perchè vi sono una serie di concause che ne determinano l'andamento in negativo, però una cosa è certa all'Albinia di qualche anno fa perdere una gara come quella di domenica non sarebbe successo. Con il rispetto che meritano gli attuali giocatori, quella squadra in cui vi erano i due Magnani, Batazzi , tanto per citarne qualcuno avrebbe messo al muro gli avversari fino ad annientarli con quella furia agonistica che rispecchiava l'anima di quel gruppo che non è purtroppo una delle peculiarità di quello attuale. Non è un caso che allora il Combi , oggi terra di conquista, venne definito, un fortino inespugnabile.

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