Corsa e dintorni: istruzioni per l’uso . "la programmazione"

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Corsa e dintorni: istruzioni per l’uso

Rubrica a cura di Giuseppe ACAMPA

Carissimi lettori, in questo primo articolo definiremo lo spirito che vuole permeare le notizie che appariranno sul blog e tracceremo una panoramica sulle capacità condizionali da allenare per migliorare la propria performance.

Il titolo già da solo allude ad un percorso, non solo di fattura specialistica e per addetti ai lavori, ma soprattutto ispirato ad una ricerca a 360° su tutte le tematiche che afferiscono la corsa, sia essa amatoriale, agonistica, professionistica, o passionale; indirizzata anche, ed in particolar modo, a coloro che per la prima volta approcciano un percorso che li orienta verso un’attività da runners. Proprio ai neofiti del settore consigliamo in particolar modo di creare un link con il blog che possa permettergli di acquisire una maggiore consapevolezza su ciò che andranno a fare; evitando di relegarsi al ruolo di corridori della domenica allo stato brado, cercando, invece, di migliorare il proprio percorso, ispirandosi al piacere del correre e dello star bene. Difatti saremo disponibili a rispondere a quesiti che potranno venire dalla rete, contestualmente alle tematiche affrontate nei pezzi pubblicati, cercando di tracciare un percorso di approfondimento e/o di chiarimento agli argomenti pubblicati.

La programmazione: cosa alleniamo.

Definiamo la programmazione

La programmazione rappresenta la realizzazione pratica delle aspettative di lavoro e dei risultati tecnici, che costruiamo e a cui aspiriamo. Organizzarla e renderla attiva, in tutte le peculiarità che la compongono, non è affatto un lavoro facile da realizzare. Le variabili che devono essere prese in considerazione sono molte; ed oltretutto bisogna essere pronti ad effettuare continui, piccoli, aggiustamenti del programma, in relazione alle possibili variazioni delle condizioni d’intervento che si erano stimate; o delle capacità del soggetto, che hanno dato risultati peggiori o migliori dalle aspettative. È chiaro che l’allenatore che conosce il suo atleta e lo segue da diversi anni, non avrà grossissime difficoltà ad individuare quali particolari deficienze debbano essere, più delle altre, stimolate in modo particolare. Questo ci fa capire che la programmazione di un allenamento non è legata ad una stagione, ad un anno di preparazione, ma investe una posizione temporale molto più ampia. Si tratta di anni di continue ricerche ed aggiustamenti sulle tecniche di intervento di un rapporto, quasi simbiotico, tra l’allenatore ed il suo (o i suoi) atleta/i. La scienza, la fisiologia, la medicina e tutte le discipline legate al miglioramento delle capacità soggettive attraverso l’allenamento, ci insegnano come e cosa fare. Ma per creare qualcosa che superi questa sterile definizione dell’allenare, bisogna cercare d’essere quasi degli artisti che, con maestria, guidino gli eventi che non sono valutabili da nessuno strumento, ma che esistono perché parte integrante del rapporto allenatore atleta.

 

Cosa alleniamo

Definito il concetto generale di programmazione andiamo ora a spiegare quali caratteristiche vanno stimolate in un percorso di training che persegua il miglioramento delle proprie capacità condizionali; ciò, è necessario sottolinearlo, prescinde dalla specialità sportiva a cui ci si dedica, essendo prerogativa di tutte le discipline sportive.

I fattori condizionali che vanno stimolati sono:

  • la forza

  • la resistenza specifica

  • la velocità

  • la tecnica

  • la coordinazione

ognuno di essi, in relazione alla disciplina praticata, può avere maggiore o minore predominanza d’intervento sugli altri, ma tutti devono sempre essere allenati al fine di un’organica crescita dei valori che completano l’atleta e ne migliorano la prestazione.

Tutte queste caratteristiche da allenare vengono organizzate in un processo di programmazione che segue il profilo del soggetto a cui vengono indirizzate. Difatti le tematiche d’intervento saranno più o meno articolate se ci si approccia ad un atleta agonistica di taratura internazionale o altresì si organizza la preparazione per colui/e che fa attività 3 ore a settimana. Il principio rimane inequivocabilmente inalterato, bisogna cercare di intervenire stimolando sempre in modo appropriato tutti i fattori condizionali evidenziati.

Altro parametro determinante per la programmazione, è la sua organizzazione per uno sviluppo ottimale, atto al raggiungimento degli obiettivi precostituiti. Mi spiego meglio: un atleta professionista prevede di migliorare il suo record personale, in una determinata disciplina, in funzione di un pool di gare sulla prossima stagione agonistica; l’allenatore interverrà attraverso un’applicazione ed un’organizzazione metodica degli allenamenti attraverso la costruzione di periodi in cui verranno stimolate tutte le caratteristiche necessarie alla crescita dell’atleta, valutandone i miglioramenti progressivi, testando i risultati, ed applicando un regime di supercompensazione che culmini con il suo record personale nel periodo precedentemente stimato.

L’approccio dell’amatore non deve essere diverso; anche in questo caso ci proporremo degli obiettivi e costruiremo una programmazione per il raggiungimento di target che scaturiscono da un’analisi dei dati relativi all’impegno e al tempo che ogni soggetto potrà dedicare all’attività prescelta. Resta implicito che il fine ultimo dell’amatore sarà sempre e solo quello di incrementare il proprio benessere psico-fisico attraverso un’attività che gli regali un profondo benessere interiore.

È quindi chiaro che per realizzare un percorso armonico della programmazione di un allenamento sarà necessario uno studio dettagliato di tutte le afferenze ed efferenze che coinvolgono il preparatore ed il suo/i adepti, di qualunque natura esse siano. In seguito entreremo più nel dettaglio, affrontando di volta in volta, argomenti più vicini ad un approccio pratico, in tal modo avremo la possibilità di tracciare un percorso che analizzi tutte le peculiarità che contraddistinguono la corsa i suoi contenuti e l’attività motoria in senso più ampio, il tutto senza tralasciare, com’é d’uopo, eventuali trattazioni che evidenzino proposte di approccio ad un vivere sano, con una dedica particolare alla cura del mangiar bene ed equilibrato.

ALLA PROSSIMA!!

Giuseppe ACAMPA


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