Corsa e dintorni: istruzioni per l’uso "Il piacere del cibo"

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Di Giuseppe Acampa

 

Corsa e dintorni: istruzioni per l’uso

Rubrica a cura di Giuseppe ACAMPA

Il piacere del cibo

Dopo la serie di bagordi natalizi, non posso esimermi: è naturale voler scrivere di alimentazione e del rapporto personale che ognuno di noi ha con il cibo. Dico personale perché ciascuno di noi approccia il momento del pasto in modo del tutto personale. Un’alimentazione equilibrata e abitudini alimentari sane e regolari influiscono molto sul nostro aspetto e sulla nostra salute. Non si tratta solo di cibo: un antico detto dice “sei quello che mangi”, ed è proprio così: il nostro corpo è il risultato di quello che introduciamo al suo interno e di quello che consumiamo giornalmente. Nutrirsi rappresenta uno dei bisogni primari del nostro organismo, imparare a farlo educandoci ad uno stile alimentare appropriato è necessario affinché ogni elemento che entra a far parte del nostro essere vivente sia in grado di svolgere le sue funzioni in modo efficace, senza rappresentare una ridondanza, che degrada il nostro corpo.

Per poter pensare, amare, correre, lavorare, sognare,… per vivere, abbiamo bisogno di energia; quest’energia deve essere sufficiente a realizzare tutte le attività che noi decidiamo di voler svolgere. Se c’è energia in abbondanza, il nostro organismo, in molti casi, la riserva per nuove esigenze, ma se queste non si presentano, le riserve si trasformeranno ben presto in accumuli che degradano l’efficienza del nostro corpo e che saranno successivamente più difficili da reclutare e rendere disponibili.

Come mangiare.

Potremmo iniziare una trattazione sugli elementi che costituiscono la base della nostra alimentazione e il loro compito: le proteine e la loro funzione plastica, quella regolatrice delle vitamine e dei sali minerali, nonché la funzione di riserva dei grassi, la piramide alimentare… finiremmo per entrare in un nozionismo enciclopedico da wikipedia, non è il caso; affrontiamo invece in modo più empirico l’argomento:

 

  1. Associare ad una corretta “dieta” un’attività motoria adeguata migliora l’efficienza del nostro organismo e la sua capacità di gestire al meglio gli alimenti introdotti.

  2. Assolutamente da evitare le diete fai da te, quelle recuperate a casa del conoscente o dell’amico di turno o strappate dalle varie riviste di gossip o stile men’s health. Quelle lampo non esistono, non provatele, possono essere estremamente pericolose.

  3. Cercare di consumare per quanto possibile alimenti di qualità: il vino fatto dallo zio, l’olio del nostro caro amico che abbiamo preventivamente aiutato nel momento della raccolta, i prodotti acquistati nelle aziende agricole di zona (filiera corta).

  4. Fare sempre una prima colazione abbondante, mangiare spesso e in modo razionale: non abbuffiamoci a pranzo, solo perché dalla sera prima non abbiamo messo niente dentro lo stomaco e lui, giustamente, dopo 16/17 ore pretende un forte tributo.

  5. Masticare bene i cibi, lentamente, aiuta la digestione, ci si sazia prima e non si esagera con le porzioni. Secondo alcuni studi il cervello ci mette 20 minuti per avvertire il senso di sazietà, e mangiando veloce spesso si rischia di ingozzarsi anche quando in realtà si è già sazi.

  6. Un piccolo segreto, cerchiamo di mangiare la frutta prima dei pasti principali e al mattino, la frutta è ricca di fibre e di acqua nonché di vitamine e di Sali minerali. Le vitamine tra l’altro accelerano i processi d’assorbimento a livello cellulare delle sostanze introdotte nel nostro organismo, migliorandone l’utilizzo.

  7. Variare gli alimenti il più possibile, usare condimenti in modo ponderato (ma usarli), seguire le stagioni nel mangiare frutta e verdura.

 

È fondamentale comunque usare sempre il buon senso, rimane evidente che un adolescente avrà bisogno di apporti energetici sicuramente superiori di quelli necessari a suo nonno, ma di certo non lontani da quelli di suo padre o sua madre, che sono costantemente impegnati in una vita lavorativa, sociale e familiare che li assorbono a 360°.

Uno sportivo professionista dovrà seguire una dieta specifica, come chi ha difficoltà nell’assimilare determinate sostanze o è obeso. Quindi un medico dietologo, dopo aver effettuato tutti gli esami clinici del caso, strutturerà un processo alimentare che soddisfi le esigenze o compensi le defezioni del soggetto in cura.

 

Un consiglio, impariamo a mangiare prima di subissarci verso paranoie dietologiche senza senso, le diete, come già detto, sono necessarie a coloro che soffrono di problemi alimentari o devono seguire regimi dietetici particolari. Fortunatamente la maggior parte delle persone è solo in soprappeso, perché dedita ad una stile di vita troppo sedentario, ed è diseducata a livello alimentare; un nutrizionista o uno specialista di settore, basta a risolvere i dubbi relativi al modo appropriato di approcciarsi al cibo, ma è in noi che deve nascere la scintilla in grado di farci provare un nuovo gusto nel mangiare.

È quindi necessario sostituire la parola dieta con la frase imparo a mangiare; sicuramente non saremo costretti a sacrificare il nostro piacere verso il cibo, cosa che accade spesso quando si cerca di seguire diete in cui ci suggeriscono di eliminare alimenti, pesarli in modo spasmodico, ed avere liste giornaliere dedicate ai cibi da consumare; impariamo altresì a distribuire bene gli alimenti e ad eliminare qualsiasi atteggiamento ingordo nei confronti del mangiare.

 

ALLA PROSSIMA!!

Giuseppe ACAMPA

e-mail: giuseppe-acampa@libero.it

 

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